Il consumo energetico del digitale è in crescita esponenziale e così il suo impatto sull’ambiente
“Rinuncia alla carta”, “Non stampare”, “Salva gli alberi” sono messaggi comuni a molte organizzazioni che incoraggiano i clienti a passare alle transazioni e alle comunicazioni elettroniche. Ma questi appelli sono supportati da dati di fatto?
Questo tipo di messaggi dà l’impressione che la comunicazione elettronica abbia un minore impatto ambientale rispetto alla comunicazione su carta. Ma è molto difficile stabilire la veridicità di tali dichiarazioni senza considerare l’intero ciclo di vita dei diversi mezzi di comunicazione presi in considerazione.
E come descritto in questo documento, la carta è uno dei prodotti più sostenibili che esistano. La sua principale materia prima, il legno, viene raccolta in modo attentamente controllato e sostenibile, tanto che le foreste europee, da cui proviene la maggior parte della stessa, sono cresciute, in soli 15 anni, di un’area grande quanto la Svizzera.[1]
Il settore ICT rappresentava il 4-6% del consumo mondiale di energia elettrica nel 2020, pari a oltre il 2% delle emissioni globali di gas serra. Con l’aumento della domanda, si prevede che nel prossimo decennio l’impronta energetica dell’universo dell’Information and Communication Technology sarà destinata a crescere ulteriormente.
Non sorprende affatto che l’impatto del digitale venga ignorato e che si presti, invece, attenzione al suo lato luminoso. Un sondaggio condotto da Two Sides ha rilevato che per il 56% dei cittadini europei la comunicazione elettronica è più sostenibile della comunicazione su carta.
La nostra dipendenza dai dispositivi e dai servizi online è in costante crescita. Aumenta in modo esponenziale la richiesta di servizi “cloud”, che acquisiscono e conservano in rete i dati di tutto quello che facciamo online, ricerche sul web e post sui social compresi. Ma al contrario del nome che restituisce una sensazione di leggerezza, la tecnologia che permette di archiviare dati in rete è un’infrastruttura fisica molto complessa che, per funzionare, richiede enormi quantitativi di energia.
Anche i rifiuti elettronici sono un problema di enorme portata e in crescita. Nel 2019 il settore ha prodotto 53,6 milioni di tonnellate (Mt) di rifiuti elettronici in tutto il mondo, una quantità mai toccata prima e corrispondente al peso di 350 navi da crociera. Se non cambieremo abitudini, si stima che i rifiuti elettronici aumenteranno ancora: 74,7 milioni di tonnellate entro il 2030 e 110 milioni di tonnellate entro il 2050.
Sempre nel 2019, solo il 17% dei rifiuti elettronici è stato riciclato (42,5% in Europa).[2] I rifiuti elettronici sono la categoria di rifiuti che cresce di più e che si ricicla di meno. Il loro smaltimento e trattamento non ecocompatibile comporta gravi rischi per l’ambiente, per la salute umana e animale.
Le materie prime utilizzate per produrre i dispositivi digitali, i server e i generatori di energia sono spesso limitate, preziose e non rinnovabili, oltre a essere notoriamente difficili da riciclare.
A seguito dell’impegno e dell’intervento di Two Sides, oltre 1000 tra le più grandi aziende di tutto il mondo hanno modificato o rimosso le dichiarazioni ingannevoli in cui asserivano che la comunicazione elettronica è più sostenibile della comunicazione su carta.